venerdì 3 febbraio 2012

Tu non lo sai ma io sono felice se nevica










C'è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò...

                          
Ho imparato a sognare, 
che non ero bambino 
che non ero neanche un' età 
Quando un giorno di scuola 
mi durava una vita 
e il mio mondo finiva un po là 
Tra quel prete palloso 
che ci dava da fare 
e il pallone che andava 
come fosse a motore 
C'era chi era incapace a sognare 
e chi sognava già 
Ho imparato a sognare 
e ho iniziato a sperare 
che chi c'ha avere avrà 
ho imparato a sognare 
quando un sogno è un cannone, 
che se sogni 
ne ammazzi metà 
Quando inizi a capire 
che sei solo e in mutande 
quando inizi a capire 
che tutto è più grande 
C' era chi era incapace a sognare 
e chi sognava già 

Tra una botta che prendo 
e una botta che dò 
tra un amico che perdo 
e un amico che avrò 
che se cado una volta 
una volta cadrò 
e da terra, da lì m'alzerò 

C'è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò 

Ho imparato a sognare, 
quando inizi a scoprire 
che ogni sogno 
ti porta più in là 
cavalcando aquiloni, 
oltre muri e confini 
ho imparato a sognare da là 
Quando tutte le scuse, 
per giocare son buone 
quando tutta la vita 
è una bella canzone 
C'era chi era incapace a sognare 
e chi sognava già 

Tra una botta che prendo 
e una botta che dò 
tra un amico che perdo 
e un amico che avrò 
che se cado una volta 
una volta cadrò 
e da terra, da lì m'alzerò 
C'è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò



http://www.youtube.com/watch?v=6RhKeT4X9S0   

giovedì 2 febbraio 2012

Arrivederci Wislawa Szymborska

Ad alcuni piace la poesia
Ad alcuni -
cioè non a tutti.
E neppure alla maggioranza, ma alla minoranza.
Senza contare le scuole, dove è un obbligo,
e i poeti stessi,
ce ne saranno forse due su mille.
Piace -
ma piace anche la pasta in brodo,
piacciono i complimenti e il colore azzurro,
piace una vecchia sciarpa,
piace averla vinta,
piace accarezzare un cane.
  
La poesia -
ma cos'è mai la poesia?
Più d'una risposta incerta
è stata già data in proposito.
Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo
come alla salvezza di un corrimano.

Manuale per smarrirsi

                                  
Perdersi, sbagliare direzione, non riuscire a calcolare le distanze esatte sono state le risorse che hanno permesso a Marco Polo e a Cristoforo di scoprire nuovi mondi smarrendo la strada.
Ulisse, vagando spaesato nel Mediterraneo ha costruito l'epopea dell'erranza, dell'intelligenza e l'astuzia come soluzione.
Un astronomo irlandese assieme ad una giornalista tedesca hanno scritto il manuale per perdersi, una guida per smarrire l'orientamento nonostante la tecnologia, navigatori, satelliti, indicazioni stradali, mappe, cartelli.
I due autori si sono anch'essi smarriti dentro il loro libro che è diventata una guida per perdersi sì ma anche per ritrovarsi.
Perdersi m'è dolce... questo il titolo del libro spiega che perdersi "fa vacanza" permette di conoscere meglio il mondo e ci aiuta a vivere meglio e di più. 
Il libro parla anche di Freud. Forse dobbiamo proprio ai suoi smarrimenti il suo Psicopatologia della vita quotidiana: il suo inconscio smaniava dalla voglia di smarrirsi. 
Oggi i naufraghi non si trovano più nelle isole deserte ma nelle loro case e forse non ci sono più Robinson Crusoe perché come diceva Albert Camus: "non ci sono più isole".
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