mercoledì 17 novembre 2010

La bellezza ci salverà. (carissima Cami, in risposta al tuo ultimo messaggio)

Con "Una ragazza da Tiffany", Susan Vreeland mette in scena una storia di genio femminile capace di inventare le celebri lampade: "Sono le vere icone di un periodo rivoluzionario, una nuova forma d'arte completamente americana. E la protagonista è l'esempio di una donna libera del Novecento.

Siamo nel 1892 e, nel centro di Manhattan, Louis Comfort Tiffany, pittore di quadri orientalisti, ha creato un lussuosissimo atelier chiamato “Tiffany Glass & Decorating Company“. L’artista coltiva un progetto ambizioso: estendere la sua idea dell’arte come “bellezza che non ha bisogno di spiegazioni perché basta a sè stessa” alla decorazione del vetro. A lavorare da lui ci sono le “Tiffany girls“, un gruppetto di ragazze che si riuniscono ogni giorno nel suo laboratorio per imparare a tagliare il vetro, disegnandolo e dipingendolo con estro e abilità: Wilhelmina, diciassettenne dall’alta statura, Mary , diciottenne dai capelli rossi, Cornelia, riservata e taciturna, Agnes, orgogliosa e altera. Ma soprattutto la giovane vedova Clara Wolcott Driscoll, la vera artefice delle creazioni Tiffany.

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