sabato 27 luglio 2013

20134Lambrate_ Icons


                                                       


                                       
                                         



                             

venerdì 26 luglio 2013

20134Lambrate_Tina Merlin

                   
Clementina, detta Tina Merlin nata il 19 agosto in provincia di Belluno, ultima di sei figli.
Giornalista, scrittrice, partigiana italiana.
La madre, rimasta vedova a 26 anni dal primo marito, si risposa con Cesare Merlin, muratore.

"La bocciatura fu una vergogna tremenda, tutti i miei fratelli ce l'avevano fatta ad arrivare al certificato. La maestra sempre in divisa fascista disse che potevo ripetere l'anno. Invece non potevo, dovevo andare sotto padrone e che il certificato non l'avrei mai avuto."
                      

Partigiana come il fratello uccciso da una pallottola in fronte, si iscrisse al Partito Comunista nel 1946 "più per sentimentalismo che per aver acquisito le nostre teorie.Sentivo solo dentro di me che facevo bene."

Tina prima di diventare giornalista per l'Unità aveva fatto mille lavori: cameriera, impiegata, contadina, tutti mestieri "che mi sono piaciuti, è da credere."

Corrispondente per la valle del Piave, il 5 maggio del 1959 pubblicò un articolo dal titolo: La Sade spadroneggia ma i montanari si difendono. 
Racconta del bacino idroelettrico in costruzione dalla Sade e dei possibili pericoli per la popolazione. Portata in giudizio per "diffusione di notizie false, esagerate, tendenziose capaci di turbare l'ordine pubblico" fu assolta perché i giudici dichiararono che nell'articolo "nulla vi è di falso, di esagerato o di tendenzioso."
Il giudice Salvini, all'indomani della tragedia del Vajont si mise le mani nei capelli e disse: "Se l'avessi condannata ora avrei questi morti sulla coscienza."
                  

Il 6 ottobre 1963 una frana gigantesca, 260 milioni di metri cubi scese dal monte Toc e si tuffò nell'invaso della Sade. 
Un'onda di duecento metri scavalcò la diga e spazzò via diversi centri abitati. 
1917 vittime totali.
Tina in lacrime il 6 ottobre al telefono: "non c'è più niente, non c'è più nessuno."

Tina intervistata dalle tv estere perché da 4 anni si occupava della vicenda denunciando la Sade e i reali rischi del bacino.
In Italia venne ignorata e solo nel 1983 un editore fu disposto a pubblicare la sua storia sul Vajont.
L'Unità l'assunse nel 1972 dopo 20 anni di gavetta.
                          

Marco Paolini di lei: "Un pugno nello stomaco che ti lascia dentro una rabbia e un senso di ingiustizia, Questo, per me è stata Tina."

"La mia vita è stata difficile, povera economicamente, dedita al lavoro ma in realtà è stata ricca e stupenda, colma di esperienze importanti, gioie, dolori, amori e lotte.
Sono soddisfatta di averla vissuta come l'ho vissuta.
L'unica cosa che mi rompe le palle è di dover morire una volta o l'altra." Tina Merlin

giovedì 25 luglio 2013

20134Lambrate_I consigli di nonna Emma

                                 
Sciarpe di seta 

In questa stagione capita spesso di portarsi con sé una sciarpetta per evitare che l'aria condizionata attacchi il nostro collo e ci costringa bloccati a riempirci di antidolorifici... ne sappiamo qualcosa noi donne vintage che amano le vecchie pale del ventilatore...
Ebbene se le sciarpe in questione si sporcano ecco come porvi rimedio.
Basta prendere tre uova e metter da parte l'albume. Dopo averlo montato a neve immergiamo la sciarpa per bene, risciacquandola poi con acqua tiepida e stirandola ancora umida.

mercoledì 24 luglio 2013

20134Lambrate_Iris Apfel


From WIKIPEDIA:
Born Iris Barrel in Astoria, Queens, New York, Apfel is the only child of Samuel Barrel, whose family owned a glass-and-mirror business, and his Russian-born wife, Sadye, who owned a fashion boutique.
[1]

She studied art history at New York University and attended art school at the University of Wisconsin. As a young woman, Apfel worked for Women's Wear Daily and for interior designer Elinor Johnson. She also was an assistant to illustrator Robert Goodman.[1]
In 1948, she married Carl Apfel. Two years later they launched the textile firm Old World Weavers and ran it until they retired in 1992. During this time, Iris Apfel took part in several design restoration projects, including work at the White House for nine presidents: Truman, Eisenhower, Nixon, Kennedy, Johnson, Carter, Reagan, and Clinton. She is now a professor at The University of Texas, Austin.
Apfel still consults and lectures about style and other fashion topics. In 2013, she was listed as one of the fifty best-dressed over 50s by the Guardian[2]




venerdì 19 luglio 2013

20134Lambrate_ La vita è meravigliosa!!

                     

Nel 1968, negli anni caldi della contestazione, Modugno, con il coraggio dell'anticonformista, scrive "Meraviglioso". Il testo, di Riccardo Pazzaglia, è un inno alla vita che canta la riscoperta del mondo e della fiducia in se stessi e nel prossimo, proprio quando si sente "la dannata voglia di fare un tuffo giù", quando tutto sembra perduto. Una canzone intensa e di straordinaria potenza, che fu bocciata al Festival di Sanremo per il tema poco adatto, perché ancora era vicino il ricordo del suicidio di Luigi Tenco. La storia, però, ha dato ragione a Modugno.

"è vero, credetemi è accaduto
di notte su di un ponte
guardavo l'acqua scura
con la dannata voglia
di fare un tuffo giù.
D'un tratto qualcuno alle mie spalle
forse un angelo vestito da passante
mi portò via dicendomi così.

Meraviglioso, ma come non ti accorgi
di quanto il mondo sia meraviglioso
meraviglioso, perfino il tuo dolore
potrà apparire poi meraviglioso

ma guarda intorno a te
che doni ti hanno fatto
ti hanno inventato il mare
tu dici: "Non ho niente"
ti sembra niente il sole
la vita, l'amore.
Meraviglioso, il bene di una donna
che ama solo te, meraviglioso
la luce di un mattino
l'abbraccio di un amico
il viso dì un bambino, meraviglioso.


Ma guarda intorno a te
che doni ti hanno fatto
ti hanno inventato il mare
tu dici non ho niente
ti sembra niente il sole
la vita, l'amore, meraviglioso.


La notte era finita
e ti sentivo ancora
sapore della vita
meraviglioso, meraviglioso,
meraviglioso."

giovedì 18 luglio 2013

20134Lambrate_ Hélène Guertik


Hélène Guertik

Una straordinaria illustratrice russa degli anni '50 ci regala questi straordinari disegni che voglio condividere con voi. 
                    





mercoledì 17 luglio 2013

20134Lambrate_I consigli di nonna Emma

Candelabri
                  











Per togliere la cera fusa e solida sui candelabri e portacandele, basta immergerli in acqua calda finché la cera non si sarà sciolta.
Le nostre nonne ci insegnano anche un altro trucco: se si ha la fortuna di avere a disposizione cenere da legna basta prendere un recipiente pieno di acqua calda e immergervi un sacchetto di cotone pieno di cenere. Lo sporco a mano a mano si scrosterà, magari aiutatevi con un vecchio spazzolino da denti riciclato.
Basterà poi passare tutto sotto acqua corrente e asciugare con un panno morbido.



martedì 16 luglio 2013

20134Lambrate_La vetrina della settimana


                                                       

venerdì 12 luglio 2013

20134Lambrate_Saldi Saldi Saldi



20134LAMBRATE

IS INVITING YOU TO THE

SPRING SUMMER SALE

giovedì 11 luglio 2013

20134Lambrate_I consigli di nonna Emma

Piccoli consigli utili
                              

Ferro da stiro 
Un ferro da stiro, che causa problemi per colpa del calcare che ottura i buchi attraverso i quali passa il vapore, può ritornare come nuovo, versando nel serbatoio dell'aceto chiaro.
Dopo aver accesso il ferro, si lascerà evaporare totalmente, senza stirare.

Camicette
Per conservarne lo splendore e i colori, le nostre nonne consigliavano di aggiungere all'ultima acqua di risciacquo aceto di vino.

Cuoio
Per togliere le macchie sul cuoio le nostre nonne suggerivano di utilizzare benzina o acqua e sapone; per rimettere a nuovo il cuoio chiaro, invece consigliavano di sbattere un bianco d'uovo su un panno inumidito e di frizionarlo poi sul cuoio con leggerezza ma decisione e poi lasciare ad asciugare.

martedì 9 luglio 2013

venerdì 5 luglio 2013

20134Lambrate_Stripes

Oggi continuo a vedere righe dappertutto, poi apro il blog delle fantastiche cornacchie della moda e trovo ancora le righe! 
Quindi mi sembra doveroso parlarne oggi!
                             






Baiadera. Dal portoghese baiadera, ballerina che indossavano nelle loro danze abiti rigati multicolori. Le righe colorate hanno comunque una lunga storia e non sempre ispirate alla danza folcloristica dei paesi del Sud America. 

Nella più antica tradizione africana i Ndebele sono pitture realizzate a righe coloratissime, che venivano usate per dipingere capanne, muri e tessuti
                           

Anche se non ancora colorate in modo così vivace, già nel '23 Vionnet disegna un abito a pieghe orizzontali che creano come delle righe e si sfumano in toni di colori tenui in degradè. 
                             

Nel 1936 sarà Ida Lupino, attrice e sceneggiatrice, che indosserà la prima maglia a righe orizzontali e coloratissime con shorts di maglia. 
                                  

La baiadera diventa una moda e Carmen Miranda la userà in tutti i modi, sempre mischiate a fantasie e turbinati con ciliegie, banane, fiori e altro. Siamo alla fine degli anni 30 - inizio anni 40.

giovedì 4 luglio 2013

20134Lambrate_Mafalda di Savoia

Mafalda Maria Elisabetta Anna Romana, nata a Roma nel 1902, figlia di Vittorio Emanuele III, re d'Italia e Elena di Montenegro, fin da piccola fragile, delicata e riflessiva, di scarso appetito ma con un eccezionale carica vitale, atrofica ai muscoli inferiori delle gambe, piedi piatti ma buona ballerina.

Quando Vittorio Emanuele scelse il nome di Mafalda in onore di una principessa del XII secolo che preferì il monastero alle nozze, in Italia tutti rimasero perplessi tanto che i giornali accompagnarono il nome a un punto interrogativo. Non l'avevano mai sentito.
                     

Il suo piatto preferito: pollo lesso e patate bollite.
Maniaca dell'igiene mangiava solo piatti preparati nella sua cucina o cibi che aveva visto cucinare. Per i banchetti ufficiali aveva escogitato questo sistema: prima di recarvisi mangiava a casa il solito pollo così da limitare la cena a piccoli assaggi.
                      

Il matrimonio con il langravio Filippo d'Assia. Fra i doni una pianta carnivora e un casale a cui gli sposi dettero il nome di Villa Polissena.
Lui la chiamava Mauve dal colore della malva e del lillà che lei preferiva e che si addicevano così bene alla sua pelle chiara e ai suoi capelli castani non meno che alla delicatezza dei suoi sentimenti.
                    

Nel settembre del 1943 quando i tedeschi organizzarono il disarmo delle truppe italiane, si trovava a Sofia per assistere alla sorella Giovanna, e li seppe dell'armistizio volle ritornare in Italia per riabbracciare i suoi cari. 
"Sono sposata con un principe d'Assia e pertanto non temo i tedeschi". 
A Roma venne catturata dalle SS e deportata a Buchenwald grazie a  un inganno di Herbert Kappler che per catturarla le fece credere di avere un appuntamento cn il marito presso l'ambasciata di Germania.

Rinchiusa nella baracca n 15 sotto falso nome Frau von Weber col divieto di rivelare identità per undici mesi rimase vittima dei bombardamenti nell'agosto 1944. Ricoverata con gravi ustioni nell'infermeria della casa di tolleranza dei tedeschi del lager,  fu lasciata li per quattro giorni durante i quali arrivò la cancrena a causa delle piaghe. Morì dissanguata abbandonata dopo un amputazione il 28 agosto del 1944.






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