giovedì 16 maggio 2013

20134Lambrate_ Soraya


Soraya Esfandiary Bakhtiari, figlia di un principe persiano e di una nobildonna tedesca, studiò in una scuola iraniana di missionari inglesi poi in esclusivi collegi svizzeri, dove imparò il tedesco con cadenza francese. Timida, stretta di mano umida e poco decisa. Sposò lo Scià di Persia che la ripudiò dopo sette anni per via della sua sterilità. 

Pelle bianca, occhi da gatta color giada, zigomi perfetti, labbra piene e ben disegnate, ciglia folte, capelli neri, vita stretta, braccia lunghe e passo elegante.


Il vestito appositamente disegnato da Dior, in lamé d'argento a paniere ornato di ventimila piume e borchiato da seimila diamanti, venti chili di peso tanto che Soraya svenne tre volte durante la cerimonia sotto la zavorra e lo Scià dovette ordinare a una dama di corte di tagliare dieci metri di strascico.
Tra i doni di nozze: una pelliccia di visone per lei e un servizio da scrivania di cristallo e pietre rare incrostato di diamanti neri per lui (regalo di Stalin), due candelieri d'argento (Giorgio VI di Inghilterra).
                         

Lo Scià le regalò una collana, un braccialetto, orecchini e fermagli di diamanti e smeraldi legati in platino.
Lo Scià l'adorava e la copriva di regali e attenzioni. Quando prima del matrimonio si ammalò di salmonellosi ogni giorno lui depositava un pacchetto accanto al suo letto.

La coppia reale, solita darsi del lei anche nell'intimità e recitarsi l'un l'altro versi: lei di Verlaine e lui di Khayyàm.
                               
      
Quando Soraya fu ripudiata lo Scià, oltre a garantirle cinquantamila dollari al mese vita natural durante, il rango di principessa imperiale e un passaporto diplomatico, la invitò a portare con se i preziosi e tutti i regali di nozze: tappeti, vasi, mobili, arazzi.
Si racconta che furono riempiti sette vagoni ferroviari, ma nel trasferirsi in Europa, la principessa ne scelse solo tre: "Cosa me ne faccio di un servizio di argento massiccio per 240 persone? Non avrò mai una casa abbastanza grande."
                         

Soraya capace di spiazzare gli amici come quella volta che, in abito lungo, andò a Teatro, a Roma in autobus.
                          

Le vennero attribuiti vari flirt, tra cui i principi Thurn und Taxis e Raimondo Orsini, Maximilian Shell, attore, Gunther Sachs, playboy, e Sasà Magri viveur di Capri. 
Si innamorò del regista italiano Indovina nel 1965 ma lui morì in un incidente aereo sette anni dopo.


mercoledì 15 maggio 2013

20134Lambrate_I consigli di nonna Emma

Carta su legno
                     

Se volete togliere carta rimasta appiccicata al legno, non grattate col coltello per non rischiare di danneggiare il vostro mobile o utensile.
Versatevi sopra alcune gocce di olio di oliva e lasciate fermo per un po'. Poi con un panno morbido passate sopra e strofinate leggermente, finché la carta non si toglie

martedì 14 maggio 2013

20134Lambrate_ La vetrina della settimana


                                               

venerdì 10 maggio 2013

20134Lambrate_Isa Pola

                               






































Nata a Bologna nel 1909 da genitori di origine veneta, studiò pianoforte per poi approdare casualmente al cinema grazie ai produttori dell'Italia film che l'avevano notata in una particina in I martiri d'Italia.

Il primo contratto a sedici anni, fu rescisso dopo cinque mesi a causa delle sue intemperanze.

Negli anni del cinema muto fu scelta per interpretare la maliarda, poi con il sonoro passò a ruoli più romantici.

Isa Pola offrì il suo divismo al servizio della Fiat, nel 1929, in un filmato tra scintille, saldatori per presentare il modello 522 a 6 cilindri. L'anno dopo avrebbe interpretato il primo film sonoro italiano, La canzone dell'amore.

                            

Il film di Perilli, Ragazzo, fu ritirato da Mussolini il giorno dell'uscita finendo poi al Centro sperimentale e poi bruciato nel falò che i tedeschi fecere di gran parte dei nostri archivi.
Scelta come protagonista di Acciaio dell'allora aiuto regista Mario Soldati; il film commissionato da Mussolini, soggetto di Luigi Pirandello racconta la vita degli operai nelle acciaierie di Terni.

La sua grande capacità di parlare un italiano corretto, senza inflessioni e di apprendere qualsiasi tipo di dialetto e lingua tanto che, avendo debuttato in teatro con la Compagnia del Teatro di Venezia, a lungo il pubblico credette che fosse veneziana.
                         

Si dice che avesse un caratteraccio. Sul set de I bambini ci guardano di Vittorio De Sica fece cacciare l'operatore Caracciolo. 
Al suo posto arrivò Garroni che subito le disse. "Ho ventisei anni, se vuole che la illumino deve attenersi a ciò che le dirò."




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