giovedì 14 giugno 2012

20134Lambrate_ La sposa americana

  
Ripeteva sempre: "la mia è una storia semplice: quella di una vita ordinaria che è diventata straordinaria. La moglie più famosa del Novecento, la più amata e controversa per cui un re abdicò  al trono e con la quale visse un esilio dorato e un po' amaro perché Buckingham Palace ha regole ben definite.
Wallis Simpson, americana di Baltimora, due volte divorziata, arrivata a Londra negli anni Trenta fu la commoner che, non ricca, non colta, non bellissima, sposò Edoardo VIII, si conquistò il titolo di Duchessa di  Windsor e dominò per decenni le cronache mondane.
    
Per Madonna, che presenta la sua seconda prova dietro la cinepresa, questa è un'eroina perfetta, magnifica ossessione della regista e forse di tante donne che come me ne subiscono il fascino.
A furia di insalate, visite da Schiapparelli e Dior si trasformerà in una delle icone di stile del Novecento. E proprio la sua trasformazione è ciò che interessa la costumista Arianne Phillips. Pare che con minuziosa ricerca filologica abbia ricreato un guardaroba da favola; a volte riproducendo abiti cult come il tailleur Schiapparelli e altre volte inventando abiti in linea con la sua impeccabile eleganza.
                         
L'avventura di questa grande costumista che collabora con Madonna da diversi anni come stylist firmando tours e covers ha rappresentato la classica proposta a cui non si può dire di No.
"Il nostro è stato uno splendido lavoro di gruppo - dice. Ha voluto con sé Stephen Jones, che ha creato i cappelli mentre Cartier e Van Cleef & Arpels hanno aperto i loro archivi prestando pezzi vintage e creando appositamente copie di gioielli appartenuti a Wallis.
Personalmente non vedo l'ora di vederlo!

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