mercoledì 22 giugno 2011

Scoprire i libri stando in macchina con Giulio Einaudi

Sabato sono rimasta folgorata da una recensione di Mauri; io adoro le storie che parlano di scrittori e di libri...
                                                                
Riporto testuali parole dell'articolo:
"Che la macchina per Giulio Einaudi fosse spesso un ufficio viaggiante ce lo aveva già detto caustico, l'ospite ingrato Franco Fortini.(...)
Ora ce lo conferma anche Mimmo Fiorino nel suo ALLA GUIDA DELL'EINAUDI. Titolo scherzoso, involontariamente suggerito da una dedica di Sebastiano Vassalli, che allude alle mansioni di Mimmo, per 30 annni autista del Principe e inevitabilmente vittima dei suoi capricci, a cominciare dalla ricerca di una puntualità bizzosa: 10e47, 16e17 per poi dire, allegrissimo, sei in ritardo di un secondo!
Il primo viaggio capitato un po' per caso (Mimmo era magazziniere e l'autista di Einaudi si era ammalato) vede Cerati, oggi presidente della Casa editrice e Einaudi in macchina proprio con una lista di titoli di cui bisognava controllare l'andamento sul mercato. Promosso autista sul campo, dopo una scaramuccia in cui i due si misurano, perché anche Mimmo, perché anche Mimmo, calabrese fiero, non cede il passo a nessuno, ecco che la coppia comincia a funzionare. E Mimmo, grazie al suo illustre passeggero, scopre Torino, le Langhe, gli altipiani di Asiago, le risaie del novarese... sono tutti itinerari che portano alle case di celebri scrittori o a luoghi amati e abitati da Einaudi. Talvolta Mimmo dagli scrittori ci va anche da solo, a portare delle bozze. Così entra diverse volte nella casa di un Primo Levi sempre più cupo. Lo aveva visto in casa editrice, ma ora non veniva più. L'autista solerte con le bozze in mano arriva anche nel giorno in cui Levi si è suicidato e il suo corpo giace a terra sotto un lenzuolo. L'8 aprile del 1987. E gli tocca riferire la notizia in casa editrice. Einaudi è sconvolto. Divenuto l'ombra di Giulio, Mimmo Fiorino va a prendere il the da Bobbio e viene invitato a pranzo da Rigoni Stern. Qualche volta vanno in giro  per mercatini e Giulio si diverte a contrattare, comprando fermalibri, l'unico oggetto di cui faccia collezione. Un'estate Einaudi, un po' carogna, lo fa richiamare dalle ferie perché vuole che lo accompagni alla Mortola, un angolo incantevole della Liguria dove si trovano i giardini Hanbury. Lì ha una casa Nico Orengo, che con Einaudi ha una consuetudine d'antica data, e lì vicino finge di coltivare i suoi fiori il letteratissimo Francesco Biamonti. Un giorno l'editore gli dà appuntamento con la solita raccomandazione che sia puntuale e manda Mimmo a controllare se è arrivato. Lo scrittore, per paura di far tardi, si è addormentato in macchina. Col lo scorrere degli anni( quelli più difficili per Einaudi, con la casa Editrice commissariata) Mimmo Fiorino si affeziona al suo Principe. E attraverso Einaudi nasce un affetto forte per gli einaudiani, dai redattori agli impiegati. Ormai Mimmo è uno di loro, conosce i libri e spesso li legge. Quando arriva, secca, la notizia della morte improvvisa di Giulio non riesce a crederci.
Il libro si chiude con le cronache dei funerali, prese dai quotidiani. (...)
Einaudi, che per i libri è vissuto, ha fatto scrivere un libro anche al suo fedele autista Mimmo.
Mi sembra di sentire la sua voce, ironica, inconfondibile, che gli dice: sei contento, adesso?







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